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13 settembre 2025
Convento San Lorenzo
La leggenda sussurra che, in una notte fresca di settembre, quando il sole aveva già chinato il capo dietro le colline e il cielo si vestiva di velluto blu, ella venne destata da un fremito lieve, come un respiro antico, che faceva ondeggiare il suo letto. Sospinta da una curiosità gentile e luminosa, si affacciò al terrazzo, e ciò che vide le rapì il cuore: la gioventù del villaggio, riunita come in un incanto, danzava in cerchio, sospesa tra terra e sogno, al ritmo di una musica pulsante, viva, quasi fosse il battito stesso del mondo. Al centro di quella danza ardeva una visione straordinaria: un grande occhio rosso, immenso e silenzioso, eretto come una creatura antica e benevola. Non incuteva timore, ma stupore—uno stupore caldo, gioioso, che sembrava osservare ogni anima con infinita meraviglia. Là, in alto, la suora sollevò lo sguardo verso il cielo stellato, e un sorriso le fiorì sulle labbra, puro come rugiada del mattino. In quel momento comprese: non era sola, non lo era mai stata.